Fastweb con Legambiente per un digitale più sostenibile

13 novembre 2020

Un nuovo marchio identificherà le offerte per aziende e privati con un minor impatto ambientale in termini di emissioni


Il richiamo a un un taglio drastico delle emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera è costante, lo ricordano i rapporti sullo stato del pianeta, e in casa Fastweb hanno deciso di procedere, sul solco di un’attenzione già rivolta al tema della riduzione delle emissioni legati a prodotti e servizi esistenti nel portfolio aziendale, oltre che al monitoraggio delle emissioni che derivano dalle sue stesse attività. Come annunciato oggi, l’operatore di telecomunicazioni lancia il marchio Fastweb per la sostenibilità, in collaborazione con Legambiente.

A contraddistinguerlo, offerte che rendono i consumi di privati, imprese e pa meno impattanti, per un beneficio il cui calcolo è stato eseguito da una società terza e validato dall’associazione ecologista per la metodologia e i dati inerenti ai singoli servizi. Ci sono diverse vie per promuovere il digitale e essere sostenibili per il pianeta, guardando a tre grandi target: famiglie, imprese e partite iva, aziende medie o grandi (rientra, in quest’ultima casistica anche la pubblica amministrazione).

I benefici ambientali possono variare in relazione ai servizi. Per le famiglie, si spazia dalla connettività residenziale alla fattura digitale, dal modem FastGate all’edicola digitale: si possono quindi eliminare i consumi legati alla carta, attraverso la dematerializzazione, o risparmiare energia con standard di efficienza più alti. Per partite Iva e imprese, Fastweb offre il servizio FastCloud&Backup o le tecnologie per abilitare lo smartworking, nel primo caso puntando a una maggior efficienza energetica dei Data Center, con una minore emissione di chilogrammi di CO2 per ogni terabyte di dati acquistati. Infine, le offerte per le medie e le grandi aziende, che includono servizi per lo storage, le teleconferenze e lo smartworking (tra gli altri, FastCloud IaaS, Fast Cloud Virtual Desktop, Storage e FastCloud backup). Secondo i dati di Fastweb, i servizi per le conferenze da remoto, ad esempio, garantiscono fino a 49,5 kg equivalenti di anidride carbonica annualmente risparmiata grazie all’eliminazione degli spostamenti con mezzi pubblici o privati. Altro esempio, tipico della dimensione familiare, il modem. Quello FastGate, secondo i dati, permette di risparmiare energia rispetto agli altri presenti sul mercato e di evitare l’immissione in atmosfera di 10,4 kg di CO2 equivalenti all’anno.

L’approvazione di Legambiente certifica la validità del metodo adottato per calcolare il beneficio ma anche i valori indicati per i singoli servizi; a sviluppare e redigere la metodologia per stimare la riduzione delle emissioni, la società di consulenza Quantis, presente con i suoi uffici in sei paesi, Italia compresa. Già nel 2017 l’azienda aveva voluto ampliare il calcolo degli enabling effects, quindi del minor numero di emissioni prodotte dai clienti grazie all’utilizzo dei servizi Fastweb. L’approccio che passa dall’introduzione della label approvata da Legambiente è più ampio: non più solo il totale delle emissioni tagliate, ma quelle per servizio o prodotto commercializzato in relazione a un’unità di misura specifica. Nel calcolo delle emissioni evitate, rientrano quelle causate direttamente dall’utilizzo del servizio, ma anche benefici primari e secondari, effetti negativi primari e secondari, nei casi opportuni (è vero che lavorando da casa non ci si sposta, ma stando in casa si accende di più il riscaldamento o si usano più elettrodomestici).

L’azienda vuole quindi indicare ai clienti che, in vari modi, si può vivere nell’era digitale preoccupandosi dell’ambiente e avendo anche consapevolezza dell’impatto degli strumenti utilizzati. A loro volta, come sottolineato da Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, “le aziende possono, con le loro scelte, fare la differenza, decidendo di produrre e distribuire beni e servizi in modo sostenibile così come si è impegnata a fare Fastweb […] Cambiare gli stili di vita significa, infatti, anche poter adottare prodotti e servizi che fanno bene all’ambiente”.


Fonte: WIRED.it

 
 
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