5 serie tv cancellate nonostante le star protagoniste

03 novembre 2020

Da Sean Penn a Kathy Bates, da Robin Williams a Naomi Watts, sono molti gli attori cinematografici prestati alla tv che non hanno trovato il successo sperato

Negli ultimi anni i confini prima invalicabili fra cinema e televisione si stanno sempre più mitigando in un’osmosi continua: grazie anche alla nuova età dell’oro delle serie tv, favorita dagli ingenti investimenti delle piattaforme di streaming, gli attori di Hollywood hanno trovato nuovi ingaggi e nuove storie, spesso anche audaci e sperimentali, nei titoli seriali. Da Julia Roberts in Homecoming alla prossima comparsa di Meryl Streep nella seconda stagione di Big Little Lies (dove già erano coinvolte Reese Witherspoon e Nicole Kidman), da George Clooney regista e protagonista del futuro Catch-22 di Sky o Jude Law e John Malkovich in The New Pope di Sorrentino, i casi di start cinematografiche prestate al piccolo schermo si sprecano. Ma negli ultimi anni questi trasferimenti hanno visto anche qualche clamoroso intoppo.

1. The Michael J Fox Show

Pochi attori possono dire di avere incarnato il cinema degli anni Ottanta come Michael J Fox: da Voglia di vincere alla trilogia di Ritorno al futuro, da Il segreto del mio successo a Caro mio Joe fu il volto di un’intera generazione che amava il cinema. Negli anni Novanta divenne una star della tv in sitcom come Spin City e Casa Keaton, ma poi la sua carriera ebbe diverse battute d’arresto anche per via della diagnosi di una grave forma di Parkinson giovanile. Eppure nel 2013 tentò il ritorno in tv, dopo diversi cameo in altre produzioni, con The Michael J Fox Show.

La sitcom era, già dal titolo, pensata per essere ricamata sull’attore: al centro della storia, infatti, c’è un conduttore di telegiornali, Mike Henry, che lascia il suo posto di lavoro dopo che gli diagnosticano appunto il Parkinson per dedicarsi alla famiglia e alla sua salute. Dopo quattro anni però Mike decide di tornare in pista, con tutte le complicazioni del caso. Nonostante un buon debutto e la maggior parte delle recensioni che elogiavano l’interpretazione di Fox, la rete Nbc decise di interromperne le trasmissioni dopo la pausa legata alle Olimpiadi invernali del 2014, con ben sette episodi mai andati in onda.

2. The Crazy Ones

Prima della sua inaspettata morte nell’agosto del 2014, Robin Williams aveva fatto di tutto per risollevare la sua carriera dopo qualche anno di stallo. Uno dei progetti che lo riportarono al grande pubblico fu la serie della Cbs The Crazy Ones, nel quale compariva accanto alla star di Buffy Sarah Michelle Gellar. I due interpretavano padre e figlia alle prese con la gestione di una bizzarra agenzia pubblicitaria, in cui – in modo molto più ironico rispetto a Mad Men – comparivano veri brand come McDonald’s.

Creata da David E Kelley (Ally McBeal, Big Little Lies), la serie aveva tutte le carte in regola per conquistare il pubblico ed era stata scritta proprio pensando a Williams nei panni del protagonista, un suo ritorno al mezzo televisivo a 31 anni da Mork e Mindy. Eppure le critiche non furono affatto positive, sottolineando il déjà-vu di certe trovate dell’attore ma soprattutto una trama che non andava da nessuna parte; anche gli ascolti, partiti benissimo, crollarono dopo il quarto episodio, spingendo il canale americano a cancellare la produzione nel maggio 2014, soli tre mesi del tragico evento.

3. Gypsy

http://www.youtube.com/watch?v=W9jvaus5K_s

Nell’ambiziosa produzione originale Netflix Gypsy, la regista Sam Taylor-Johnson (passata dal film su John Lennon Nowhere Boy a Cinquanta sfumature di grigio) dirige Naomi Watts in uno dei suoi ruoli peculiari. L’attrice infatti interpreta la psicoanalista Jean Holloway la quale, superando ampiamente i limiti deontologici, inizia a intrecciare relazioni con le persone vicine ai propri pazienti utilizzando l’alias di Diane Hart. Il risultato è qualcosa di sconveniente, disagevole e molto ambiguo, ma forse non sempre nel migliore delle accezioni.

Quelle che potevano essere caratteristiche molto interessanti per un prodotto del genere, infatti, vengono estenuate da una scrittura spesso superficiale e da un andamento narrativo che svilisce lo sforzo degli attori più che esaltarne la dimensione idiosincratica. Watts fa quel che può per salvare la scena, così come è notevole la figura del marito interpretato da Billy Cudrup. Ma tutto il resto è forse troppo sciatto per essere salvato, e la stessa Netflix ha cancellato il titolo dopo la sola stagione diffusa nell’autunno 2017.

4. Disjointed

http://www.youtube.com/watch?v=ly019ZF0lsk

Quella che sulla carta doveva essere una potentissima commedia originale Netflix è invece svanita, è proprio il caso di dirlo, in una nuvola di fumo. Mettere assieme una delle più grandi attrici di Hollywood come Kathy Bates e uno dei più brillanti sceneggiatori della tv americana, Chuck Lorre (Due uomini e mezzo, The Big Bang Theory), sembrava portare a un successo assicurato. E anche il tema era stupefacente: Bates interpretava la proprietaria di un dispensario di marijuana legale, ponendosi anche come consigliera degli svariati personaggi disfunzionali che le ruotavano attorno.

Partita nell’agosto 2017, però, la serie fu cancellata dopo venti episodi già nel febbraio dell’anno successivo. La figura troppo hippie e caricaturale della protagonista, unita spesso e volentieri a storie troppo assurde per sembrare minimamente vere, minava anche il tentativo di dare una valutazione credibile all’uso della cannabis legale, che risultava più un pretesto per l’idiosincrasia delle varie figure che partecipavano allo show. In molti, poi, rimpiangevano la Bates vista in diverse stagioni di American Horror Story.

5. The First

http://www.youtube.com/watch?v=ngl2W_VLp1o

La notizia è molto recente: la piattaforma americana Hulu ha deciso infatti di cancellare The First, la sua ambiziosa serie spaziale con protagonista Sean Penn. Nella produzione, che fece il suo debutto nel settembre 2018, vediamo lo stesso Penn guidare quella che è la prima spedizione di un gruppo di astronauti su Marte, intrecciando il racconto della loro impresa con le vicende più personali di uomini e donne reali che devono fare i conti con la loro famiglia, il loro lavoro e le loro ambizioni.

Anche secondo un sito come Metacritic, le critiche alla serie sono state generalmente positive, con molti osservatori che sottolineavano l’intensa interpretazione dell’attore protagonista e altri che apprezzavano la sua doppia natura spaziale e terrena, nonostante qualche momento di racconto troppo freddo o patinato. Eppure, nonostante le speranze del creatore Beau Willimon (House of Cards, Maria Regina di Scozia), Hulu ha deciso di staccare la spina senza fornire particolari spiegazioni.


Fonte: WIRED.it

 
 
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