I campioni di Starcraft battuti dall’intelligenza artificiale di DeepMind

28 ottobre 2020

L'intelligenza artificiale del gruppo controllato da Google ha battuto gli umani per 10 a 1 in una serie di sfide al celebre strategico in tempo reale di Blizzard

(Foto: Deepmind)

Dopo aver conquistato l’antico gioco del Go vincendo contro alcuni dei campioni più rinomati, l’intelligenza artificiale del gruppo britannico Deepmind controllato da Google ha iniziato a macinare vittorie contro i professionisti di un gioco decisamente più recente: lo strategico in tempo reale a tema fantascientifico Starcraft 2. Il gruppo di sviluppatori dietro all’intelligenza artificiale ha infatti organizzato nelle ultime settimane una serie di undici sfide tra il loro software AlphaStar — specializzato in Starcraft 2 — e alcuni giocatori che con il titolo Blizzard si guadagnano da vivere. La sequela di match è terminata con una lunga diretta streaming conclusasi nella giornata di ieri, e ha visto l’intelligenza artificiale battere l’umanità per 10 a 1.

Per arrivare a un risultato del genere Deepmind ha sviluppato diversi agenti artificiali, facendo loro inizialmente osservare il comportamento di giocatori umani e poi mettendoli in competizione tra loro lasciando sopravvivere solo i vincitori. Diverse varianti degli agenti così ottenuti sono state utilizzate per la successiva serie di battaglie, e così via: le varie generazioni di agenti artificiali si sono sfidate per l’equivalente di 200 anni di gioco, arrivando a selezionare un unico vincitore, che è stato impiegato per l’esperimento di queste settimane.

L’abilità del giocatore sintetico nel controllare velocemente e con precisione le truppe in effetti è stata descritta dai commentatori come disumana, anche se non sono mancate le critiche da parte dei detrattori. Da una parte infatti al software sono state poste alcune limitazioni, come il divieto di superare un determinato numero di clic al secondo per evitare che potesse impartire alle unità più comandi rispetto a un normale essere umano; d’altro canto AlphaStar è rimasto in grado di tenere sott’occhio e sotto controllo un’area più vasta della mappa rispetto a quanto possibile per un giocatore in carne e ossa, che per avere aggiornamenti dettagliati sui vari fronti deve continuare a scorrere avanti e indietro con il mouse o la tastiera.

Ciononostante la vittoria resta significativa, dal momento che Starcraft 2 (e altri giochi coi quali l’intelligenza artificiale si confronta ormai da tempo) è un tipo di gioco per certi versi più difficile da padroneggiare rispetto al Go. Quest’ultimo — per quanto complesso — mostra chiaramente a entrambi i giocatori quali sono le variabili da calcolare in un dato momento, mentre Starcraft 2 incorpora elementi di imprevedibilità ai quali l’intelligenza artificiale si deve saper adattare in tempo reale, come la disposizione delle risorse all’interno delle mappe e la strategia di un avversario che fa crescere la propria armata senza poter essere visto. La vittoria di queste ore insomma è solo l’inizio: intanto perché prima di dominare completamente Starcraft 2 occorre dimostrare di saper battere campioni ancora più forti rispetto a quelli battuti in queste ore; inoltre perché giochi e videogiochi in generale hanno ancora molto da insegnare alle intelligenze artificiali.


Fonte: WIRED.it

 
 
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