Recensione TCL Plex, uno smartphone che punta sullo schermo

27 gennaio 2020

Il primo smartphone di TCL punta su uno schermo di altissima qualità e un prezzo accessibile

Tra gli smartphone più attesi del 2019 sicuramente non c’erano solo i soliti noti: Huawei, Samsung e, va da sé, l’iPhone. Ma anche un absolute beginner: il TCL Plex. E per due buone ragioni. La prima è che si tratta di un debutto: è il primo telefono uscito dalla catena di montaggio di TCL. La seconda che TCL non è l’ennesimo produttore di telefoni made in China, ma è noto per essere il terzo produttore di tv al mondo, oltre che per aver rilevato 3 marchi storici della telefonia: Alcatel, Balckberry e Palm.

Che telefono è? Lo sbarco di TCL all’affollato mercato della telefonia avviene con uno smartphone con schermo da 6,53 pollici, processore Snapdragon 675, 6 GB di ram, 128 GB di spazio (ampliabili via scheda kalirasd) e una potente batteria da 3820 mAh, con supporto Quick Charge, che gli dà un bel po’ di autonomia. Il prezzo, 329 euro, lo colloca nella cosiddetta fascia media, nonostante non sia uno smartphone senza qualità. Anzi. Ma tant’è: è la migliore per testare il mercato, prima di provare a conquistarlo come insegna l’esperienza di altri produttori.

Lo schermo. Uno smartphone prodotto da una premiata fabbrica di tv non poteva che avere un display notevole: e infatti la prima cosa che colpisce del TCL Plex è proprio lo schermo da 6,53 pollici con una risoluzione Full HD+ che offre immagini sorprendentemente nitide, considerate le dimensioni di uno smartphone. Il segreto in questo caso sta tutto nelle tecnologie di matrice televisiva, spese per renderlo all’altezza delle aspettative: NXTVision per la correzione del colore a 3 assi e la conversione in tempo reale da SDR a HDR che migliora colore, contrasto, luci in generale. Per non disturbare l’esperienza della visione, i designer hanno anche ridotto la fotocamera frontale (24 MP) a un cerchietto in alto a sinistra.

Il display ha inoltre una serie di funzioni che ne facilitano l’uso, come l’Adaptive Tone, che adatta automaticamente la luminosità al contesto, la modalità lettura che rende la visione simile a quella di un testo su carta e, soprattuto, l’Eye Comfort Mode, che elimina 2/3 della luce blu emessa dallo schermo (quella che tra le altre cose interferisce con la produzione di melatonina del nostro cervello, provocando problemi di sonno, ndr).

La fotocamera. Il comparto fotografico posteriore si fa in 3: c’è un sensore principale da 48 MP con lente modello IMX582 di Sony, un sensore grandangolare da 123 gradi da 16 MP e un sensore da scarsa luminosità da 2 MP, utile soprattutto per i video. Non male, anche se si tratta prevedibilmente di caratteristiche che troverete in altri smartphone di fascia media. Nel caso del sensore, per esempio, la qualità Sony è una garanzia. Ma è un po’ inferiore a quella dell’IMX586, usato da telefoni più “ricchi”. A ogni modo, il TCL Plex quando la luce ambientale è favorevole scatta senza problemi immagini di ottima qualità, ritratti, video in 4K e tutto quello che si richiede a uno smartphone al tempo di Instagram. Poi, sarà solo un effetto speciale, ma a noi è piaciuto tanto il fatto che cliccando sull’icona in basso a destra si accede alla modalità a tripla lente che consente di osservare una scena, vista da tutti e tre gli obiettivi contemporaneamente, per capire subito qual è il più adatto (puoi vedere l’effetto nella nostra gallery in alto).

Il design. Il rapporto schermo telefono è del 90%. Gli obiettivi fotografici sono schierati uno accanto all’altro e 1,5 cm più in basso, sempre sul retro, c’è il sensore per le impronte digitali. Il retro è in vetro, il che conferisce al Plex un tocco di eleganza in più, soprattutto nella modalità Opal White, leggermente luccicante, anche se – ahinoi – questo lo rende un po’ scivoloso: dunque urge cover. Apprezzabili anche lo spessore di soli 8mm e la presenza di jack per l’auricolare per chi non si è ancora convertito a quelli wireless.

Il sistema operativo. È Android Pie, declinato in un layout speciale. Ci sono app preinstallate per controllare le smart tv di TCL: chi ne possiede uno gradirà l’idea di poter usare il Plex come telecomando. Noi non ce l’abbiamo e dunque ci siamo limitati a notare la rapidità di esecuzione delle app e la fluidità delle varie funzioni.

In conclusione. Ottimo telefono di fascia media, bello schermo, un po’ scivoloso per il retro in vetro e senza ricarica wireless. Fotocamere buone, ma non all’altezza di quelle di smartphone più costosi. Tutto lascia pensare che il Plex sia anche un grande esperimento collettivo: dovrà dire a uno dei più grandi produttori cinesi di hi-tech se è il caso di investire qualche miliardo nel mercato degli smartphone approfittando del suo know-how, che per esempio lo vede già attivo nella produzione di schermi pieghevoli. Se così fosse, dal prossimo smartphone potremmo vederne delle belle.

Wired: display ottimo, bel design.

Tired: non ha la ricarica wireless.

Voto: 8


Fonte: WIRED.it

 
 


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