Lu2019enorme vittoria di Carola Rackete e Sara Gama

30 giugno 2019

«Finalmente torniamo alla vita normale», esclama. E’ un signore di una cinquantina d’anni, è seduto in un bar, sta provando a godersi il fresco dell’aria condizionata mentre su uno schermo stanno passando le immagini finali della Nazionale femminile di calcio sconfitta e eliminata dai Mondiali. Le calciatrici italiane piangono, quelle olandesi si abbracciano felici, il cinquantenne esulta per conto suo: senza gesti plateali ma con la fermezza serena di chi considera finalmente sanata una profonda ingiustizia e ricreato l’ordine naturale delle cose. La vita normale è quella in cui il calcio è giocato da uomini, i capitani sono capitani e non capitane, e le portiere sono solo quelle delle auto.

Qui si nasconde il grande errore ed emerge l’enorme vittoria di Carola Rackete e di Sara Gama. Inizia un’era in cui non esistono solo i capitani coraggiosi ma diventa normale vedere e leggere delle gesta di innumerevoli capitane coraggiose. È un’era di insulti, odio, ritorsioni, arresti, sconfitte, tutte affrontate a testa alta, con la loro faccia, la loro vita, la loro storia e un’idea di mondo che per loro non è altro che un mondo di idee.

E, quindi, no, non si torna alla vita normale, se la vita normale è il solito mondo maschio-centrico. La società sta andando avanti ovunque, Italia compresa. Le ventenni e trentenni di oggi hanno consapevolezza di sé e del loro ruolo. Se decidono di volerlo esercitare, sono preparate a lottare e andare a conquistarlo. Sanno di poterlo fare e di potercela fare. E’ la vittoria di Carola che tiene testa al terribile Matteo Salvini che la minaccia di qualunque cosa con un semplice ‘ Si metta in fila, ho 60 persone a cui badare’. E non si cura minimamente di chi la insulta e le augura i più turpi orrori: il suo mondo, per fortuna, è infinitamente più bello del loro.

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E’ la vittoria di Sara Gama e delle sue compagne di squadra. Hanno perso ai quarti di finale ma hanno obbligato tutti a venire a patti con la realtà del calcio femminile, di un mondo di soli maschi che un giorno potrebbe essere occupato dalle donne- E’ forse questo che gli uomini temono di più, l’invasione in uno spazio che finora apparteneva soltanto a loro, quello di cui le donne non si occupano, dove gli uomini sono liberi di credersi grandi strateghi del fuori gioco, di insegnare tattiche e diventare profeti del Var più estremo lontano dalle donne perché le donne di calcio non si intendono ed è meglio che non ne parlino nemmeno. Figurarsi giocarlo!

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Meglio che si rassegnino. Non si torna alla vita normale. Sara Gama e le altre calciatrici, Carola Rackete, Greta Thunberg e tutte le altre donne che stanno emergendo fanno parte della nostra società, sono modelli di riferimento per altre donne che potranno trarre da loro la forza per affrontare a testa alta le difficoltà, per non farsi zittire, e per parlare anche di fuori gioco, se si ha voglia di farlo.

La vita normale è questa.



 
 


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