Draghi sulla Commissione Ue: u201cPur onorato, non sono disponibileu201d

29 giugno 2019

«Pur onorato, non sono disponibile». In cinque parole Mario Draghi, riferiscono fonti della Banca centrale europea, ha chiarito la sua posizione sulle voci di una sua possibile candidatura alla presidenza della Commissione Ue anticipate da La Stampa. La caccia al nuovo presidente della Commissione quindi continua: il Financial Times ha rilanciato quella dell’olandese Frans Timmermans, dandolo in pole position e spiegando che il suo nome rappresenterebbe un compromesso che taglierebbe la strada alle polemiche suscitate dai nomi tedeschi e francesi.

Alcuni Paesi dell’Europa del Sud, tra i quali l’Italia, hanno accarezzato l’idea di candidare Draghi: in un momento che mette a rischio l’integrità della moneta unica sarebbe una scelta destinata a ricucire gli strappi nella politica monetaria comune, argomento che tutti i capi di Stato e di governo hanno bene in evidenza sul tavolo. Tanto più che gli scricchiolii dell’euro questa volta non si devono alla speculazione ma alla crescita di forze politiche dichiaratamente anti-euro.

Dopo Angela Merkel, insomma, si passa all’altro peso massimo europeo. La cancelliera tedesca, d’altra parte, è conosciuta per la sua capacità di mettere tutti d’accordo almeno quanto Draghi lo è per aver scongiurato la tempesta dell’euro nel momento più difficile, nel 2012. Anche Merkel, alla fine, respinse le indiscrezioni al mittente con un secco «no grazie».



 
 


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