Mac: il malware che inietta i risultati di Bing

17 giugno 2019

Di solito, il dirottamento delle ricerche si verifica quando un soggetto terzo riesce ad accedere ai file del computer di un utente e a modificare le impostazione del bser. In questo modo, un hacker riesce a inserire annunci pubblicitari, servizi a pagamento o più semplicemente a rubare i dati personali degli utenti. In questo caso però, il malware mette in piedi un’operazione particolare: gli utenti del sistema operativo MacOS, quando utilizzano Google, si ritrovano i risultati delle ricerche Bing. Il software malevolo è stato individuato per la prima volta da AiroAV , una società di sicurezza informatica. Si tratta di un malware particolare proprio perchè non inietta script malevoli o installazioni sospette. Infatti su MacOS Mojave, Apple blocca questo tipo di software.

Il malware si maschera da falso plugin Adobe Flash e si diffonde via email o come download drive by (scaricato senza la volontà dell’utente). In seguito, il software malevolo crea una connessione proxy sul computer infettato, a dirottare il traffico e ad apportare le modifiche desiderate. La domanda però sorge spontanea: perchè le ricerche di Bing? In realtà non si tratta di una passione per il motore di ricerca di Microsoft, ma di un caso. Secondo i ricercatori di AiroAV, il malware inserisce annunci pubblicitari che permettono agli hacker di guadagnare dalla pubblicità. Insomma, gli hacker potrebbero utilizzare qualsiasi motore di ricerca. Infine, l’utilizzo di ricerche Bing sarebbe una risposta al blocco degli script e delle estensioni, messo in piedi da Apple con Mojave.

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