Bibliotecari e archivisti, dalle Universitu00e0 lettera aperta a Bonisoli

10 giugno 2019

È di questi giorni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento concernente la procedura per la formazione degli elenchi nazionali di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, esperti di diagnostica e di scienza e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte. Un Regolamento che ha sollevato la protesta dei professori coordinatori dei corsi di laurea magistrale in Archivistica e Biblioteconomia - Flavia De Rubeis, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Paola Degni, dell’Università di Bologna, Mauro Guerrini, dell’Università di Firenze, Alessandra Giannelli (Bari), Cristina Mantegna (Roma-La Sapienza), Maria Consiglia Napoli (Salerno), che hanno scritto una lettera aperta al ministro dei Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli.

«Nei requisiti formativi previsti per la maggior parte delle figure professionali interessate da tale Regolamento - si legge nella lettera - compare, esplicita e puntuale, l’indicazione di titoli di studio conseguiti nelle specifiche classi di laurea o laurea magistrale ex DM 270/2004. Risulta poco comprensibile il motivo per cui per la sola figura professionale del bibliotecario si sia rinunciato a declinare le classi di laurea con specifico percorso formativo per questa figura professionale, ritenendo sufficienti titoli di studio di ambito genericamente ‘umanistico’ e il possesso di un certo numero di crediti formativi in discipline certamente fondamentali ma non sufficienti a garantire una adeguata preparazione all’esercizio di questa professione». Per i professori, «tra i corsi di studio la laurea magistrale ‘Archivistica e Biblioteconomia’ offre un percorso appositamente progettato per la formazione culturale e scientifica dei futuri esperti nella gestione, conservazione, restauro, valorizzazione e promozione del patrimonio archivistico e librario, nonché della trasmissione dell’informazione archivistica e bibliografica».

Dunque, conclude la missiva, «l’assenza di titoli di laurea specifici, introdotta per lo meno per uno dei livelli operativi della professione di Archivista, risulta tanto più incomprensibile in quanto colpisce e svilisce un settore delle professioni culturali che lamenta da anni la penuria di personale, con conseguente riduzione di orario di apertura e consultazione dei fondi storici. Da parte dei coordinatori universitari dei corsi di laurea magistrale in Archivistica e Biblioteconomia, si chiede la opportuna e tempestiva revisione degli allegati. 3 e 4».



 
 


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