Il dibattito no: a Castiglione Cinema si parla di streaming, ma Netflix e Amazon disertano

03 giugno 2019

Faccia faccia, per discutere il tema del momento, con le parti in causa sedute intorno a un tavolo, disposte a confrontarsi senza filtri. Il titolo del convegno, uno degli appuntamenti di spicco di «Castiglione Cinema 2019» (dal 29 maggio al 2 giugno, proiezioni e incontri con attori e registi) è «Piattaforme e sale cinematografiche: guerra o alleanza? La realtà dei nuovi scenari della distribuzione». Critici, studiosi, giornalisti, distributori, produttori, esercenti sono tutti lì, pronti a trovare insieme vie d’uscita per un conflitto che, al momento, sembra di difficile risoluzione. Ma c’è un grande assente. Invitati con notevole anticipo e con la dovuta insistenza, i rappresentanti delle piattaforme streaming, da Netflix a Amazon, hanno, con diverse modalità (alcuni all’ultimo momento), dato forfait. Un peccato, fanno notare gli organizzatori della manifestazione realizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo presieduta da Monsignor Davide Milani con la «Rivista del Cinematografo»: «Hanno declinato» è il modo educato con cui vengono annunciate le defezioni, ma si capisce che la trattativa è stata lunga, e che il diniego somiglia molto a una porta chiusa in modo brusco e senza ragioni.

E dire che l’avvio dei lavori, affidato al Rettore dello Iulm Gianni Canova, è nel segno dell’apertura: «L’avanzare delle tecnologie getta sempre nel panico, al manifestarsi del nuovo corrisponde puntualmente la paura, ed è proprio questo lo scoglio da superare per affrontare la questione sale-piattaforme».

Sull’assunto da cui parte il dibattito («piaccia o non piaccia, indietro non si torna, il fenomeno non può essere ignorato o sterilmente combattuto»), le posizioni sono ovviamente variegate. Secondo Domenico Dinoia, presidente della Federazione Italiana Cinema d’Essai «non deve esserci guerra, ma spazio per diverse forme di fruizione», l’ad di Bim Distribuzione Antonio Medici parla di «scenario in evoluzione, cui le sale, finora, hanno risposto bene», il direttore marketing 20Th Century Fox Italia Andrea Cuneo ritiene che «nessuno dovrebbe tendere a mangiare l’altro, bisognerebbe puntare alla convivenza», Gianluca Giannelli, direttore artistico di «Alice nella città», sezione autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma, dedicata al pubblico più giovane, fa notare che, per alcune fasce d’età, la visione di un film al cinema è un evento assolutamente inusuale: «Mi è capitato di sentire ragazzi che chiamavano lo schermo “televisorone”».

Eppure la sala, come sostiene il presidente dell’Anec Mario Lorini, rappresenta, proprio in questo momento storico, «un’esperienza collettiva importante, in un mondo che va verso la solitudine». Parere simile a quello espresso da Filippo Nalon, presidente della Fice Tre Venezie e componente del Consiglio Superiore del Cinema presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: «La sala genera comunità civile, dopo il film la gente discute e scambia opinioni, e questo ha un valore assoluto e inequivocabile».



 
 


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