Mark Zuckerberg: u201cDividere Facebook ci darebbe meno forza per combattere violenza e odio onlineu201d

25 maggio 2019

Facebook ha cancellato 2,2 miliardi di account falsi nel primo trimestre, un miliardo in più rispetto a quelli eliminati nello stesso periodo dello scorso anno. ’’Abbiamo rimosso un numero superiore di account falsi nel primo trimestre del 2019 e negli ultimi tre mesi del 2018 rispetto ai trimestri precedenti’’, mette in evidenza Facebook nell’ultimorapporto sulla trasparenza . La maggior parte degli account, precisano da Menlo Park, sono stati eliminati nei minuti successivi alla loro creazione e non sono quindi inclusi nei dati sugli utenti attivi (un parametro seguito con attenzione dagli investitori).

Nella seconda metà del 2018, Facebook ha ricevuto inoltre 110.634 richieste di dati sugli utenti da parte governi di tutto il mondo, un aumento del 7% rispetto allo scorso anno. Il maggior numero arriva dagli Stati Uniti, seguiti da India, Regno Unito, Germania e Francia. In Italia sono state 2040, contro le 457 richieste dello stesso periodo del 2018.

«Il rapporto dimostra che stiamo facendo progressi in settori come hate speech e immagini violente. Le intercettiamo sempre più spesso prima che la gente ce lo riferisca. Abbiamo identificato proattivamente il 65% dei discorsi di odio che abbiamo rimosso prima che qualcuno ce lo riferisse, rispetto al 24% circa di un anno fa. Questo dà un senso del progresso, ma anche di quanto rimane ancora da fare», dice il Ceo Mark Zuckerberg in una conferenza stampa telefonica con i giornalisti. «Abbiamo anche identificato proattivamente circa l’83% dei messaggi e dei commenti che cercano di vendere droghe o farmaci illegali».

Interruzioni del servizio
Il rapporto monitora e segnala anche le interruzioni temporanee di Internet che influiscono sulla disponibilità dei prodotti Facebook. Nella seconda metà del 2018, il social network ha individuato 53 interruzioni dei servizi Facebook in nove Paesi, rispetto alle 48 interruzioni in otto paesi nella prima metà del 2018. In questa metà, l’India ha contato per l’85% del totale delle nuove interruzioni globali.

Proprietà intellettuale
Facebook, ha continuato Zuckerberg, si impegna inoltre a lottare contro l’uso non autorizzato di marchi e in genere della proprietà intellettuale (musica, video, ecc). Nell’ultimo semestre del 2018, su Facebook e Instagram, sono stati eliminati 2.595.410 contenuti in seguito a 511.706 segnalazioni per infrazioni di copyright, 215.877 contenuti basati su 81.243 segnalazioni per uso non autorizzato di marchi protetti e 781.875 contenuti in seguito a 62.829 rapporti per contraffazione.

Spezzettare Facebook?
«Viviamo in un ambiente molto competitivo e dinamico, dove i nuovi servizi sono in continua evoluzione. Per quanto riguarda la pubblicità, rappresentiamo meno del 10 per cento del mercato globale totale degli annunci, e forse nell’ordine del 20 per cento del mercato degli annunci digitali», ha detto Mark Zuckerberg, sostenendo che definire quella di Facebook “posizione dominante” sia un’esagerazione. Il commento arriva in risposta alle richieste di chi, come la Sen. Elizabeth Warren e il co-fondatore del social network Chris Hughes, suggerisce che dividere l’azienda in più entità distinte sia l’unico modo per limitarne lo strapotere globale.

«Penso che in realtà una delle questioni più importanti da affrontare sia che tipo di regolamentazione dovrebbe esistere in Internet. (...) Penso che dovrebbero esserci delle regole, ed è questo è il motivo per cui l’ho chiesto ufficialmente : sulla libertà di espressione e sulla sicurezza non credo che le aziende da sole dovrebbero prendere tutte le decisioni», ha continuato il CEO, sostenendo di essere favorevole a maggiori regolamentazioni.

Una domanda diversa
La domanda dovrebbe essere un’altra, però, secondo Zuckerberg: «quale regolamento volete che esista e quali problemi state cercando di risolvere? Se i problemi che vi preoccupano di più sono quelli dell’equilibrio - assicurare che affrontiamo i contenuti dannosi, evitare interferenze elettorali, garantire i giusti controlli sulla privacy e allo stesso tempo che le persone abbiano la possibilità di portare i loro dati ad altri servizi per l’innovazione, la concorrenza e la ricerca - questi sono per me i settori che ritengo più importanti in questo momento per il bene della società.»

Secondo il CEO, inoltre dividere Facebook in più aziende diverse non risolverà questi problemi; anzi potrebbe acuirli. «Consideriamo lo sforzo di lavoro e di capitale che siamo in grado di investire in tutti i sistemi di sicurezza oggi: il nostro budget nel 2019 è maggiore dell’intero fatturato della nostra azienda nell’anno prima di diventare pubblica nel 2012 - appena all’inizio di questo decennio», ha commentato.

“In un decennio, il successo di Facebook ha permesso di finanziare questi sforzi a un livello massiccio”, ha aggiunto Zuckerberg, sostenendo di fatto che solo Facebook, in virtù della sua disponibilità economica, può permettersi di risolvere i problemi di Facebook. «Penso che l’ammontare del nostro budget che va verso i nostri sistemi di sicurezza sia maggiore delle entrate totali di Twitter quest’anno», ha infine concluso il CEO. “”«Siamo in grado di fare cose che non credo siano possibili a tutte le aziende, e non perché Twitter o altri si trovano ad affrontare questioni qualitativamente diverse dalle nostre”.

Questo contenuto è conforme al
scritto da: Bruno Ruffilli
argomenti: tecnologia 
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