Al Museo degli strumenti di calcolo di Pisa rari computer progettati da Steve Jobs

16 aprile 2019

Il Museo degli strumenti di calcolo di Pisa può vantare una delle più cospicue raccolte del mondo dei sistemi progettati da Steve Jobs dal 1977 al 2007, grazie a un’importante donazione effettuata dalla società Thesis, con sedi a Firenze e a Milano. Lo ha reso noto la stessa Thesis, azienda che dal 1986 opera nell’editoria e nello sviluppo software per la distribuzione dei contenuti ed è stata una delle prime società a introdurre il Macintosh nella produzione editoriale.

«Dal 1990 al 1992 - è spiegato in una nota - Thesis è stata pure una delle società arruolate da Steve Jobs per portare in Italia il Next, la workstation visionaria progettata dopo la sua uscita dalla Apple. Il primo Next arrivato in Italia, 30 anni fa, è proprio sbarcato a Pisa e adesso è di proprietà del museo». Con l’ultima donazione la collezione si è arricchita di circa 40 sistemi Apple donati da Thesis, tra i quali Apple II, Macintosh 128k, Newton, e 4 workstation Next ancora funzionanti che vanno ad aggiungersi al NextCube già in possesso del museo. «Completano la donazione - prosegue Thesis - un centinaio di pacchetti software, tra i quali Mathematica per Next».

«È un’acquisizione importante a livello internazionale - sottolinea Fabio Gadducci, direttore del museo - e ci permette di offrire al pubblico una panoramica completa sul lavoro di Jobs. La nostra collezione ora riesce a coprirne tutta la carriera. Con l’eccezione di Apple I, il cui valore lo mette fuori della portata di qualunque istituzione museale italiana». «Con questa donazione - conclude Tiziana Arrighi, presidente e Ceo di Thesis - non solo abbiamo preservato un materiale di grandissimo valore per le generazioni future, ma contribuiamo anche a consolidare Pisa come culla, da 50 anni, dell’informatica italiana».



 
 


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