Gio Ponti e la sua “Casa di Fantasia” sbancano Londra grazie alla Brexit

31 marzo 2019

Che c’entra la Brexit con Carlo Mollino? E con Gio Ponti? Esperti e commercianti d’arte non hanno dubbi: le vendite record toccate in questi giorni dai due maestri del design italiano a Londra sono il risultato di un cocktail che mischia interessi economici e timore di vedere eclissare all’orizzonte, insieme con l’Europa, anche tutta la cultura che il continente custodisce.

Di sicuro c’era un fattore X (subito ribattezzato «fattore B») a spingere i fan di Gio Ponti a offrire cifre astronomiche per la collezione «Casa di Fantasia» andata all’asta da Phillips a Londra pochi giorni fa. Passione che ha fruttato 1.9 milioni di sterline: un risultato storico per il mercato di Gio Ponti (Milano, 1891- 1979), al di là della caratura indiscussa dell’artista. Una performance analoga a quella ottenuta, sempre a Londra, nell’ottobre scorso, dall’asta bandita da Christie’s sugli arredi di Carlo Mollino: la sedia Tipo B (1905-1973) è stata battuta a 518.750 sterline raddoppiando, di fatto, la sua stima iniziale.

Qualche giorno fa, a fare il botto è stato Phillips in collaborazione con la casa d’aste Cambi, che ha proposto ai collezionisti internazionali i 30, eccezionali, pezzi della collezione Casa di Fantasia. Un mix di mobili, sculture e pezzi di design fatti realizzare su misura a Gio Ponti nel 1951 dalla famiglia Lucano per il loro appartamento milanese di via Washington.

Il «White glove sale»

Il risultato della vendita ha sbalordito tutti: la visionarietà di Gio Ponti - architetto, designer, saggista e accademico, ha conquistato il pubblico ammirato dallo stile iconico del design che aveva non solo creato ad hoc mobili unici per fantasia e stile, ma li aveva pure incastonati in pareti trompe-l’oeil che ne esaltavano la bellezza. Al di là dei quasi 2 milioni di sterline ottenuti dalla vendita, il risultato è stato il più ambito, il «White glove sale», vale a dire tutti i pezzi venduti, e con prezzi molto lievitati rispetto alla stima di partenza.

«Questa straordinaria vendita segna un momento senza precedenti nel mercato globale di Gio Ponti» ha dichiarato Domenico Raimondi, Head of Design, Europe et Senior International Specialist. «Pezzi iconici che celebrano l’esclusivo approccio dell’artista al design e hanno ottenuto offerte internazionali da parte dei più affermati collezionisti privati di arte e design italiano del XX secolo».

Fuori dell’Europa

Londra è una delle migliori piazze per la vendita di pezzi d’arte, le condizioni economiche e fiscali sono di gran lunga migliori rispetto a quelle italiane, ma in questi giorni di attesa della Brexit più di un esperto ha letto il fenomeno come un «acceleratore del mercato». Come ben spiega il gallerista Giancarlo Cristiani, fra i più importanti a trattare design del Novecento: «Il successo ottenuto da Gio Ponti e Mollino alle aste londinesi di Christies’ e Phillips non può che essere frutto anche del momento politico che sta vivendo Londra e il Regno Unito: alla componente economica si aggiunge quella sentimentale ed emozionale, nei confronti dell’arte iconica prodotta nel vecchio Continente di cui l’Inghilterra presto non farà più parte».

I lotti più pregiati

Tra i pezzi che hanno ottenuto maggiore successo le due incantevoli cassettiere progettate da Gio Ponti insieme con Edina Altara le quali, partite da un prezzo stimato compreso tra le 45 mila e le 60 mila sterline, hanno raggiunto, rispettivamente, quota 337 mila e 250 mila sterline. Molto apprezzato anche «Studio e camerino», un mobilio di legno litografato progettato da Ponti insieme con Piero Fornasetti, Edina Altara e Guido Gambone, venduto a 225 mila sterline (il prezzo base era di 80 mila). Tra i pezzi «cult» anche le sculture in ceramica, come la Coppia di pistole, la lampada da parete con Mano con decoro floreale e le Grandi statuette di Re e Regina.

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