Fa discutere la proposta di legge del Carroccio sull’adozione al concepimento

27 marzo 2019

A tre giorni dal via al congresso mondiale delle famiglie a Verona, previsto il 29 marzo, nella maggioranza si litiga sull’aborto. Come spesso accade, sui temi etici Lega e M5S vanno in ordine sparso, con il Carroccio su posizioni tradizionaliste e i grillini che si mettono di traverso. A far discutere ora è la proposta di legge che vede come primo firmatario Alberto Stefani, giovane deputato leghista: il testo si propone di “limitare” gli effetti della legge 194, introducendo la possibilità di «ottenere lo stato di adottabilità del concepito», disposta «con decreto del tribunale per i minorenni» prima della nascita del bambino. La proposta leghista – rispetto alla legge vigente che già consente alla donna di partorire in anonimato e dare il bambino in adozione -estende il concetto di adozione già al momento del concepimento, offrendo una «forma alternativa all’interruzione di gravidanza», che resta «liberamente utilizzabile dalla donna». Ma tanto basta per scatenare il sospetto di una revisione più ampia della 194.

Dal Movimento arrivano subito le prese di distanza: «Non ci sono dubbi che la legge 194 sia una conquista del nostro paese: mi guarderei bene dall’intervenire», precisa il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. «Non c’è alcuno spazio per interventi o revisioni sull’interruzione volontaria della gravidanza. Il principio di autodeterminazione sancito non può essere stravolto», rincara la ministra Barbara Lezzi. «Ricordo che quella sull’aborto è una scelta estremamente dolorosa e difficile e legare questo dramma al tema della crescita demografica sarebbe, nella sua insensatezza, offensivo». Interviene anche il vicepremier Luigi Di Maio: «Inutile discutere su queste cose, è evidente che parliamo di una legge indiscutibile». «Pensiamo a sostenere le famiglie, a mettere in condizione le mamme di portare avanti una gravidanza, di aiutare le giovani coppie con incentivi», spiega il capo del M5S. Anche Matteo Salvini a un certo punto mette uno stop ai suoi: «Noi tuteliamo le famiglie italiane. Ma divorzio, aborto, parità di diritti tra donne e uomini, libertà di scelta per tutti non sono in discussione».

Il Pd non si fida della mezza smentita di Salvini, che sarà ospite del congresso delle famiglie a Verona, un evento dal forte sapore tradizionalista che ha già diviso il governo sull’eventuale patrocinio di palazzo Chigi (che alla fine Conte ha negato). Le donne dem insorgono: «Per approvare questa legge dovranno passare sul nostro corpo».

«C’è un chiaro disegno per cancellare diritti e conquiste cinquantennali delle donne. È parte di una cultura medievale e maschilista», attacca Alessia Morani. «Salvini sta giocando una partita culturale pericolosa, sul corpo delle donne, ma questo può essere il primo stop per il capitano». «Non è casuale - osserva la sua compagna di partito Alessia Rotta - che questa proposta di legge, presentata lo scorso ottobre, venga rilanciata ora con l’assegnazione in commissione a pochi giorni dal congresso di Verona. Fa parte di una strategia ideologica». Le deputate si rivolgono alle colleghe del M5S: «Il Movimento decida da che parte stare: proposte come il ddl Pillon sull’affido condiviso e questa sull’aborto stanno facendo aumentare il disagio delle parlamentari grilline».



 
 


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