Aereo Ethiopian precipitato, perde il volo per 2 minuti e si salva: “Il mio giorno fortunato”

12 marzo 2019

Inizialmente era «furioso» perché arrivato in ritardo al gate nessuno lo ha aiutato a prendere quell’aereo, poi si è sentito l’uomo più fortunato della terra: i due minuti di ritardo gli hanno salvato la vita, perché quel volo ET 302, diretto da Addis Abeba a Nairobi, è precipitato 6 minuti dopo il decollo. È la storia di Antonis Mavropoulos, cittadino greco, che per un soffio non è stato la 158/ma vittima del disastro aereo di ieri. A raccontarla è stato lui stesso su Facebook, con un post intitolato «Il mio giorno fortunato». Mavropoulos era in ritardo perché in transito da un altro volo e non era riuscito a prendere la valigia che avrebbe dovuto imbarcare: «Quando sono arrivato l’imbarco era chiuso. Ho visto gli ultimi passeggeri che stavano entrando nel tunnel. Ho urlato di farmi entrare ma non me l’hanno permesso».

Il personale di terra gli ha assicurato che avrebbe potuto imbarcarsi sul volo successivo, alle 11.20, e lo hanno invitato ad attendere in una lounge. Alle 10.50 due agenti di sicurezza lo hanno informato che per motivi di sicurezza non poteva partire. Un funzionario di fronte alle sue proteste gli ha detto di « ringraziare Dio», perché era l’unico passeggero che non era partito con quel volo, di cui non c’era traccia.

«All’inizio ho pensato che stesse mentendo, poi ho capito dal loro atteggiamento che non c’erano dubbi». Quando si è reso conto di quanto era accaduto, il primo pensiero è stato quello di contattare i suoi, per spiegare loro che non era a bordo solo «per due piccole casualità». «Nel momento in cui ho fatto questo pensiero - ha aggiunto - mi è crollata la terra sotto ai piedi perché ho capito quanto ero stato fortunato».

Mavropoulos è a capo di un’ong per lo sviluppo sostenibile, “Wasteless Future”, e come tante delle vittime dell’incidente doveva andare a Nairobi per partecipare alla conferenza Onu sull’ambiente oggi nella capitale kenyana. Una volta riuscito ad arrivare in Kenya con un volo successivo ha scritto il lungo post: «È la prima volta che sono così felice di aver scritto un post. Sono grato di vivere e di avere così tanti amici che mi hanno fatto sentire il loro amore. Baci a tutti e un caloroso grazie per il vostro commovente sostegno», ha scritto prima di concludere: «Forse non sono troppo vecchio per il rock `n´ roll, ma di certo troppo giovane per morire...».



 
 


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