Arriva “Fred”, le storie alla radio si scaricano in Rete: “Così l’ascolto diventa su misura”

05 marzo 2019

Le radio in Italia godono di ottima salute, premiate da ascolti e raccolta pubblicitaria, c’è però chi già inizia a guardare al futuro e a nuovi modelli. Lo sta facendo Michele Dalai che, dopo la non proprio pacifica fine del rapporto con Radio 2, ha realizzato il suo nuovo programma per Audible di Amazon. «Si chiama Fred come Buscaglione ed è una specie di evoluzione di Ettore -, racconta Dalai, che anche di questa serie è voce narrante e autore con Guido Bertolotti e Danilo Di Termini -. Continuiamo a raccontare le nostre storie, ma invece che via radio lo facciamo in podcasting». Venti puntate, le prime quattro disponibili su Audible dal 25 febbraio, che narrano le vite di personaggi come Kobe Bryant, Greta Garbo, Rita Hayworth, Humphrey Bogart, o vicende come la prima tournée in Europa degli All Blacks nel 1905, il coming out del capitano del Galles di rugby, Gareth Thomas: «Questa puntata ci serve, ad esempio, a raccontare come è cambiata l’iconografia omosex nell’immaginario. Le monografie ormai le stanno facendo tutti, noi cerchiamo di andare un passo oltre, proviamo a fare il racconto di una tesi. Una puntata, molto cinematografica, è dedicata al caso e una a Indovina chi viene a cena perché speravamo che di un film così non ci fosse più alcun bisogno...».

Un bel salto quello dalla radio al podcasting: «La velocità con cui mi hanno contattato dopo il pasticcio di Ettore mi ha convinto che fosse la strada giusta. Realtà come Audible sostituiscono le radio di soli contenuti, perché ormai ci sono solo poche isole felici come Radio24 e Radio3. Qui però il palinsesto è totalmente flessibile, sei tu a costruirlo. Anche noi siamo più liberi, non essendoci più l’esigenza della playlist musicale che imponeva essere in radio. Ogni puntata dura un’ora intera e questo permette anche allo spettatore di restare più attento».

Il settore del podcast adesso è davvero in espansione, a funzionare non è solo più la riproposizione del programma radiofonico, c’è l’esigenza di contenuti nuovi e ci si rivolge prevalentemente a un pubblico adulto, over 35. Inizia ad esserci un mercato ed è in quest’ottica che va letto l’ingaggio di Dalai: «In Italia si stanno muovendo in maniera differente rispetto agli Usa dove è radicata l’abitudine agli audiolibri. Si cercano nomi di richiamo, che abbiano una credibilità, che sia nello storytelling o su temi scientifici. I risultati iniziano a vedersi: pensate, ad esempio al progetto storielibere.fm che coinvolge scrittori e giornalisti, alla app Storytel, ma anche all’impegno di Spotify. I numeri sono in crescita e secondo me il momento in cui le radio saranno surrogate non è lontano».

L’amore tra Dalai e la radio non è comunque finito: «Non è stato un addio, la decisione di andarmene è stata figlia di un’incomprensione radicale. Vediamo cosa succederà in futuro, prima o poi l’operato di chi dirige sarà valutato... La radio resta per me una possibilità aperta. Ci siamo presi una pausa». Intanto lo scrittore narratore sta portando nei teatri le gesta di Gino Bartali, l’11 maggio sarà a Trento, il 19 a Ravenna e il 26 a Bari: «E stiamo scrivendo la storia dei due tennisti che si conobbero sul Titanic, sopravvissero e diventarono un doppio fortissimo».



 
 


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