Se Trump blocca 5G e smartphone, Huawei punta sulla Blockchain per continuare a crescere

03 dicembre 2018

Huawei ha reso disponibile il suo Blockchain Service (BCS) a livello globale, dopo averlo lanciato, e testato, per uso commerciale nella Repubblica popolare. Il colosso hi tech cinese non si ferma, nonostante il ban negli Stati Uniti, dove Trump ha affermato che i telefoni Huawei sarebbero utilizzati dalla Cina per spiare l’occidente. Gli Stati Uniti continuano a premere su Canada, Regno Unito, Germania, e Australia affinché tengano fuori le società cinesi dalle infrastrutture critiche: la Nuova Zelanda ha recentemente chiuso le porte a Huawei per lo sviluppo del 5G

Huawei però ha trovato un’altra strada per la sua espansione, ossia il database distribuito che sfrutta la tecnologia peer to peer (da un utente all’altro), alla portata di tutti, dove ognuno diventa un nodo della rete. Un sistema di verifica aperto e pubblico, che può essere utilizzato in tutti gli ambiti in cui è necessaria una relazione tra più persone o gruppi. Il nuovo servizio BCS è disponibile sul sito internazionale Huawei Cloud (in cui è già possibile iscriversi), che viene sfruttato per offrire un flusso di lavoro semplice, efficiente e universale, con cui gli sviluppatori e le aziende possono creare, ad esempio, applicazioni per l’autenticazione dell’identità, la verifica delle informazioni, l’assistenza sanitaria remota e la gestione dei dispositivi IoT. 

Già nel 2016 il colosso cinese aveva aderito a uno tra i più importanti progetti open source nel campo della Blockchain, Hyperledger: Huawei ne è uno dei principali sostenitori (nonché l’unico in Asia) per i suoi continui contributi tecnici. Blockchain Service utilizza proprio la conformità alle norme di sicurezza e privacy di Hyperledger Fabric 1.1 e Kubernetes. 

@LuS_inc  



 
 


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