Bernardo Bertolucci, alla camera ardente amici e tanti giovani ammiratori del Maestro

28 novembre 2018

Una semplice bara il legno chiaro accoglie il corpo di Bernardo Bertolucci avvolto in un telo rosso, acceso come la sua passione per il cinema. 

Alla camera ardente allestita in Campidoglio per l’ultimo saluto al regista scomparso lunedì 26 novembre c’è chi nota questo dettaglio.  

«Era un grande maestro, un uomo che sapeva appassionare attraverso le immagini, sempre intense ma senza sbavature. Con una semplicità che parlava dentro», spiega Matteo che ha solo 20 anni ma di Bertolucci sa proprio tutto. Continua a fissare il volto di “Bernardo” come lo chiama con familiarità e quel lenzuolo vermiglio che lo avvolge. « Per me rimarrà il più grande. Studio al Centro sperimentale di cinematografia di Cinecittà (uno dei mazzi di fiori di fronte alla bara è proprio del Csc, ndr) e lui è il mio modello».  

Fra i primi a salutare Bertolucci, morto all’età di 77 anni, alcuni studenti di un liceo scientifico romano, l’Avogadro. «Siamo qui in segno di rispetto per un italiano conosciuto in tutto il mondo», spiegano, pur ammettendo di non aver visto tutti i suoi film. I ragazzi si presentano poco dopo l’apertura della camera ardente da parte del vicesindaco di Roma Luca Bergamo.  

C’è anche un altro giovanissimo 

che ha appena 16 anni e vorrebbe fare l’attore. Si chiama Tamerat che nella sua lingua, l’etiope, significa “miracolo”. È appena uscito da una scuola vicinissima al Campidoglio, il liceo Visconti a un passo da piazza Venezia, e con tanto di zaino e casco al seguito ha deciso di venire qui accompagnato dalla mamma Francesca che fa l’antropologa culturale e 13 anni fa lo ha adottato insieme a suo fratello Fasil. Tamerat ha visto “L’ultimo Imperatore” ed è stato un vero e proprio colpo di fulmine.  

La sindaca Raggi:«Ci hai insegnato a guardare il mondo con occhi nuovi»  

Per una sorta di pudore misto a rispetto non vuole avvicinarsi troppo alla bara, ai piedi della quale sono stati adagiati due cuscini di fiori, con rose gialle e rosse e girasoli. Uno è del presidente della Regione Lazio e l’altro della sindaca di Roma. Entrambi arrivano nel primo pomeriggio.  

Virginia Raggi, con la fascia tricolore, abbraccia la moglie di Bertolucci, Clara Peploe, conosciuta sul set di “Novecento” e le parla a lungo prima di lasciare un messaggio sul quaderno dei commiati.  

«Al più grande regista che ci ha insegnato a guardare la vita con occhi nuovi» scrive. Seguita dal governatore Luca Zingaretti che commenta: «Siamo tutti più poveri ma faremo di tutto per far conoscere ciò che sei stato». Bertolucci, nato a Parma, era considerato un grande romano, d’adozione e di “anima” fin dagli anni Sessanta quando si era trasferito nella Capitale. Città in cui ha vissuto gli ultimi istanti della vita nella casa di via della Lungara a Trastevere. Che amava perdutamente e che lo omaggia con questo unico momento pubblico, sentito e molto composto. Non ci saranno infatti i funerali (il corpo verrà cremato) ma una commemorazione-evento in programma il 6 dicembre al Teatro Argentina di Roma.  

Tanti gli amici registi, attori e politici presenti per l’ultimo saluto  

Nella sala di palazzo Senatorio intanto non c’è una folla che si accalca ma tanti amici e gente comune che si stringe in silenzio intorno alla salma del regista. Fra i primi ad arrivare  

Vittorio Storaro autore della fotografia di tanti capolavori di Bertolucci. «All’inizio è stato un compagno di lavoro -racconta il Premio Oscar-, poi un fratello ma quasi subito anche un maestro per me». Ci sono anche Walter Veltroni, Francesco Rutelli, il ministro per la cultura Bonisoli. E poi firme della regia come Citto Maselli, Mario Martone, Mimmo Calopresti, Piergiorgio Bellocchio, Dario Argento. E Giuseppe Tornatore che ricorda la poesia e generosità del Maestro e la sua capacità di «parlare del suo tempo sempre restando lontano dalla cronaca con uno sguardo unico». Commossa Stefania Sandrelli dedica un ultimo sguardo emozionato al regista seguita da Laura Morante, Isabella Ferrari e tanti altri nomi del mondo del cinema italiano. In serata, insieme a tanti ammiratori dell’artista che lasciano mazzi di rose e pensieri di addio («Nessuno può toglierti il tango che hai ballato» è scritto su un foglietto), arriva anche Nanni Moretti. Dà il suo addio, in assoluto silenzio. Così come fanno anche Saverio Costanzo e Alba Rohrwacher, rispettivamente regista e protagonista dell’attesa serie “L’amica geniale” tratta dal romanzo di Elena Ferrante in onda sulle reti Rai dal 27 novembre. 



 
 


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