Barlocco, ad Samsung: “I vantaggi del 5G in Italia si vedranno tra i quattro e i sei anni”

24 novembre 2018

«La Corea del Sud sarà il primo mercato commerciale per il 5G, già a partire dal prossimo anno». In Europa e in Italia, nel 2019 ci sarà un primo assaggio delle nuove reti, ma «una maggiore espansione dal 2020». Sono le previsioni di Thomas Riedel, capo della divisione Reti in Europa, intervenuto nel corso del Samsung Wow Business Summit.  

«Il 5G - ha affermato Riedel - porterà la fibra nelle nostre tasche, ma il suo impatto non si ferma agli smartphone». Diventando «wireless», senza allacci e cavi, le reti di nuova generazione «riducono, per aziende, i costi e i tempi per arrivare sul mercato». Tra le altre funzioni citate da Riedel c’è «un’esperienza immersiva a bordo dei treni, che va dall’intrattenimento alla produttività». Gli aeroporti saranno «più efficienti,» grazie a scambi di dati tra velivoli e torre di controllo. Risultato: «Un forte risparmio di tempo e denaro».  

Il 5G non è solo più veloce, ma offre una banda molto più ampia. Significa che apre alla possibilità di connettere simultaneamente una quantità enorme di dispositivi. È la condizione, ha spiegato Riedel, per lo sviluppo di smart city e smart factory. Cioè di città e impianti produttivi intelligenti, con oggetti e sistemi che dialogano in modo praticamente istantaneo. Un esempio: «Le auto connesse dialogheranno tra loro e con i sensori presenti sulle strade».  

Per Carlo Barlocco, presidente di Samsung Italia, «i vantaggi del 5G non verranno immediatamente percepiti dai consumatori: si vedranno tra i quattro e i sei anni». Le prime a godere delle nuove reti saranno le imprese. Ma per Barlocco la «cosa più importante sarà la capacità di connettere un numero infinito di apparecchi. Quello che si realizza già oggi nelle nostre case, connettendo pochi dispositivi che hanno bisogno di una banda tutto sommato limitata, sarò possibile per un’intera città. Ci saranno nuovi servizi per il cittadino, cui accedere attraverso il digitale». 

Barlocco ha sottolineato che «il digitale non è qualcosa che cambierà le abitudini delle persone, ma migliorerà la qualità della vita. Bisogna sfatare l’idea che il digitale ci renda tutti uguali». Il presidente di Samsung Italia si è poi soffermato sul tema sicurezza, cui devono contribuire non solo i produttori ma anche aziende e utenti. «È un tema fondamentale, ma non basta avere dispositivi e soluzioni sicuri by design, cioè progettati per essere sicuri. Serve una cultura della sicurezza», ha spiegato Barlocco. «Bisogna fare in modo che sia una priorità per il privato ma anche per le aziende, che hanno un grande patrimonio di conoscenze da proteggere». 



 
 


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