Con Trace parte in Umbria la sperimentazione degli alberi “parlanti”

27 ottobre 2018

Bruno Munari descriveva un albero come «l’esplosione lentissima di un seme.» Adesso quell’«esplosione» rallentata può essere misurata, passo a passo, per valutare lo stato di salute della pianta e di un intero bosco. 

Mutuando il termine dall’ambito industriale, si può parlare di Foreste 4.0, in cui l’Internet of Things (IoT) permette di dar voce agli alberi, attraverso il progetto TRACE (Tree monitoring to support climate Adaptation and mitigation through PEFC CErtification), nato dalla collaborazione tra PEFC Italia , ente normatore della certificazione di gestione del patrimonio forestale, e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC)

La prima sperimentazione è stata avviata nel bosco di Piegaro, in provincia di Perugia, dove con il sistema Tree Talker si sta iniziando a monitorare in tempo reale lo di salute di boschi e foreste. 

Al Momento la fase sperimentale interessa una foresta di 146 ettari, certificata PEFC, di proprietà della famiglia Margaritelli. Gli alberi «parlanti» sono 36, in tre zone distinte della proprietà. Ogni albero è dotato di un pacchetto di sensori per raccogliere dati su diversi parametri eco-fisiologici: dai flussi d’acqua alla crescita in diametro, dalla quantità e qualità del fogliame alla respirazione, la salute e la mortalità degli alberi, in risposta a fattori umani e climatici. 

L’obiettivo del progetto è quello di migliorare gli attuali sistemi di certificazione e monitoraggio delle foreste e delle piantagioni di alberi, attraverso l’applicazione del sistema di ultima generazione Tree Talker basato sull’IoT (Internet of Things). Grazie a questo sistema infatti le entità già certificate per la gestione forestale sostenibile o quelle che richiedono di entrare nel sistema di certificazione possono conoscere i propri alberi ed essere consapevoli del loro stato salute. Inoltre, utilizzando algoritmi di apprendimento automatico, strumenti GIS e cloud computing è possibile analizzare i dati provenienti dalla piante e ricavare informazioni dettagliate e personalizzati. 

«Nelle attuali condizioni di fragilità in cui vertono gli ecosistemi terrestri a causa dei cambiamenti climatici, la gestione e la certificazione delle foreste svolgono un ruolo sempre più importante - conclude Riccardo Valentini, Membro del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici –. Avere gli strumenti adeguati per misurare la capacità degli ecosistemi di stoccare carbonio o di essere resilienti ai cambiamenti ambientali è fondamentale per migliorare la qualità e la redditività della gestione forestale». 



 
 


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