Giacobbo: “Non sarò più l’uomo Voyager. Porto l’avventura a Mediaset”

06 ottobre 2018

Roberto Giacobbo, l’uomo Voyager, dopo 15 anni lascia la Rai. La voce circolava già da un po’. Ieri la notizia ufficiale: direttore dei nuovi contenuti del rinnovato Focus (canale 35 Dtt), dall’autunno titolare su Rete4 con un programma di prima serata. «Un passaggio avvenuto con serenità rara, senza strappi», premette subito. Un cambio preparato in sordina ma in tempi relativamente brevi, con discrezione ma celebrato con tanto di commiato ufficiale nel Salone degli Arazzi in Rai, il 15 maggio.  

Da Mediaset, spiega, era giunta la classica proposta irrinunciabile. «Non tanto per ragioni economiche (dalla Rai è subito una arrivata una controfferta) quanto perché riguardava una scelta di vita di cui avevo voglia: tornare alla libera professione, rivestendo ruoli diversi». Essere cioè ideatore di nuovi programmi, spaziando a 360 gradi nel mondo della divulgazione, e contemporaneamente continuare a essere il viaggiatore avventuroso che il pubblico conosce e ama. Insomma, tranquilli: il nuovo programma per Rete4 si muoverà nel solco che da Stargate (epoca Tmc/La7) confluì in Voyager, e ora chissà come si chiamerà e che strade prenderà. «Quella è la mia passione. Lo stesso Voyager in 15 anni è completamente cambiato per impostazione e temi». Basti pensare all’ultima puntata girata: un viaggio alla scoperta del cuore umano. Un’indicazione per il futuro? «Spesso le cose più segrete e affascinanti le abbiamo vicinissime». Ma non significa che non varcherà più i patri confini. 

In Rai lascia una squadra che non lo potrà seguire nella nuova avventura. A partire dal suo alter ego, Marco, l’operatore con cui ha condiviso entusiasmi, rischi e sorprese. «Ogni puntata è studiata accuratamente a tavolino. Poi però in onda va sempre il primo sopralluogo: voglio mantenere intatto il mio stupore. Quante volte ci siamo trovati, Marco e io, da soli, in fondo a quei cunicoli». E ricorda di quando, nei cunicoli del Pozzo di San Patrizio a Orvieto, vennero sorpresi dal terremoto. «Andammo avanti. Quando uscimmo non c’era nessuno. Erano andati a chiamare una squadra di salvataggio. Grande paura ma chi costruì 600 anni fa sapeva il fatto suo più dei contemporanei». Inutile cercare di ricordare l’episodio: nel programma non ce n’è traccia. «Non facciamo sensazionalismo». Eppure è stato considerato a lungo l’anti Angela. Giacobbo prima nega poi ammette. «Saccà mi volle proprio come alternativa alla divulgazione classica che gli Angela rappresentavano». 

La nuova squadra intanto è quasi completata. Il passaporto rinnovato (operazione che deve rifare in media ogni paio d’anni, confessa). Anche la scaletta dei prossimi trasferimenti è pronta, visto che impiega da 5 ai 6 mesi per preparare una puntata. Una meta possibile? «In Cina c’è ancora molto di inedito». Solo i biglietti, «per correttezza verso la mia vecchia azienda», non sono stati comperati. «Si parte a giugno». Nessun buco nella fase di transizione: fino a luglio lo vedremo su Rai Gulp con Teen Voyager; fino al 10 settembre su Rai 2 con Summer Voyager.  



 
 


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