GionnyScandal: “Non scrivo canzoni d’amore, faccio rivivere i ricordi”

01 ottobre 2018

Ha scritto ben cento canzoni, ma per il nuovo disco, Emo, ne ha scelte solo undici: pezzi dalle mille anime che GionnyScandal - all’anagrafe Gionata Ruggieri, 26 anni - non vuole vengano etichettate come canzoni d’amore. «La mia musica è emo, così come il mio modo di vestire, il mio look, il mio modo di essere. Sono l’unico nella scena che arriva da un trascorso emotional core, ma non scrivo pezzi d’amore, scrivo brani emo. E per farlo bisogna essere capaci di far rivivere i ricordi, sia tristi che felici, a chiunque ascolti». 

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Sulla selezione dei pezzi il rapper precisa: «È una questione di sensazioni al primo ascolto. Quando chiudo un brano capisco subito se può funzionare o no. Ma con cento è stato complicato. È un processo naturale. Ascolto, faccio paragoni tra le tracce e valuto strofe e ritornelli. È la prima volta che sforno così tante canzoni, per il disco precedente ne avevo scritte venti. In generale, comunque, scrivo tutti i giorni, anche se magari poi butto tutto. Questo perché ho la paranoia di non riuscire più a scrivere».  

Le tracce - divise tra ballate rap e hit più frivole - fotografano da diversi punti di vista i sentimenti. «Cerco di portarmi in giro una valigia immaginaria in cui metto tutto quello che mi succede nella vita, poi quando ne sento il bisogno tiro fuori questa valigia e scrivo. La maggior parte della tracce sono la mia vita. E quando le sento mi tornano in mente i momenti che ho vissuto. Ogni tanto persone hanno bisogno di tornare nel mondo dei ricordi e nel passato. E con questo album ci riusciranno». 

Musicalmente, il disco è un mix di sonorità pop e rap con ritornelli che restano in testa al primo ascolto. «Fosse stato per me l’avrei fatto tutto con chitarre elettriche e batterie, ma è inutile prenderci in giro ho dovuto adattarlo al mercato musicale italiano e ho scelto sonorità più pop. In Italia l’emo core è una nicchia, vende poco. Non è come il rap. Quindi ho accettato dei compromessi». Ma dal vivo, assicura GionnyScandal, suonerà molto più emo.  

A chi, dopo aver sentito Hip Hip Urrà, lo accusa di non essere più quello di un tempo (quello che rappava duro), replica: «Ho inserito quella traccia per far vedere che so fare anche la trap, che è la musica che va di moda adesso». Mentre a chi ascoltando i brani dal sapore reggaeton è subito venuto in mente il classico tormentone estivo, spiega: «Mentirei se dicessi che non ho pensato a una hit estiva. Sapendo che l’album sarebbe uscito a maggio ci ho pensato. Sei così bella è andata molto bene e allora ho deciso di riprovarci. Alla fine ho scelto Il posto più bello». 

Nell’album il tema dell’imperfezione ritorna spesso. «Nella vita di tutti i giorni non sono un perfezionista. Le ragazze che mi piacciono non sono modelle. Quando sento la parola perfetta riferito a una ragazza provo fastidio. la perfezione non esiste in nessun campo. E andare alla ricerca della perfezione è un paradosso, una perdita di tempo e fa perdere la percezione della realtà». 

Mancano, invece, quasi del tutto, i riferimenti alla famiglia di GionnyScandal. «Due anni fa ho lanciato un appello ai miei genitori biologici e a mio fratello su Facebook. Dopo 26 anni la curiosità di vedere i miei ce l’ho. Ma nonostante quel post non mi hanno mai contattato. Quando penso ai miei genitori adottivi non sto male perché li ho persi quando ero ancora piccolo. Mi ha cresciuto mia nonna ed è stato quando ho perso lei che ho sofferto di depressione». 

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