Turismo: 10 consigli per ottenere il massimo se affitti casa sul web

Airbnb punta sulle case di lusso

Il 2017 è stato un anno importante per il turismo italiano. E il digitale ha fatto la sua parte. L’Istat calcola che l’anno scorso i viaggi prenotati via internet sono cresciuti di cinque punti percentuali. La prenotazione online riguarda il 44% delle vacanze lunghe e il 55% delle trasferte di lavoro. L’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano ha stimato che gli acquisti digitali degli italiani per i viaggi valgono 11,2 miliardi, un quinto della spesa totale. A crescere è soprattutto il commercio via mobile, che supera il 13% attestandosi intorno a un miliardo e mezzo.

Internet e le nuove tecnologie non hanno solo permesso agli utenti di sperimentare nuovi strumenti di prenotazione e gestione dei propri soggiorni, ma hanno aperto la strada a nuove opportunità di business. Sono gli anni dello sharing economy. Attraverso piattaforme come Airbnb, Booking o Homeaway molti hanno messo a frutto la casa per ospitare turisti. Ma come utilizzare gli strumenti del digitale al meglio per chi affitta immobili? Secondo Danilo Beltrante, imprenditore del turismo extra-alberghiero con Family Apartments, un franchising di case vacanze per famiglie, e coach specializzato, ci sono almeno dieci azioni imprescindibili.

Danilo Beltrante, imprenditore del turismo extra-alberghiero

1. Punta tutto sul brand
“La prima regola, in assoluto, è puntare forte sul brand”, spiega Beltrante. Una pratica, ancora oggi, poco diffusa in Italia. “Non c’è la cultura del marketing, si tende a partire direttamente con la promozione online”, racconta il fondatore di Family Apartments.

In effetti, su portali come Booking o Airbnb gli alloggi sono ormai migliaia per ogni destinazione. Per cui spesso la discriminante, a parità di condizioni, rimane sempre il prezzo. Ma per l’imprenditore “avere un’identità invece permette di intercettare un flusso di persone sensibile alla tua offerta e dunque disponibile anche a pagare un po’ di più pur di soggiornare da te”.

In questo modo si risparmia anche sulla comunicazione. Spiega ancora Beltrante: “Io con Family Apartments, ad esempio, posso fare promozione solo nei canali dove ci sono le famiglie, concentrandomi su uno specifico target con un investimento più mirato”. E aumentando così il numero di prenotazioni e anche le recensioni positive da parte dei propri clienti.

2. Recensioni online ovunque
La reputazione online è fondamentale. Ma attenzione, avverte l’esperto, “bisogna incentivare le recensioni positive non solo sui canali standard, come Booking o Tripadvisor, ma anche su Google e sui social”. Canali sui quali, anche se non la struttura non è presente con una pagina ufficiale, può essere trovata comunque dal cliente.

3. Proponi foto e video emozionali
L’identità del brand deve essere sempre richiamata, secondo Beltrante, per essere immediatamente riconoscibili. Anche con foto e video emozionali. “Dobbiamo riuscire a trascinare gli utenti verso l’esperienza che vivranno solo soggiornando nella nostra struttura”, spiega. Le foto sono funzionali a questo scopo e, ancor di più, lo sono i video. Così, continua Beltrante, “l’utente può vivere l’esperienza ancor prima dell’arrivo, scoprendo il territorio circostante, le passegiate, il cibo e tutto quello che lo aspetterà al suo arrivo”.

4. A ciascuno il suo prezzo
“È un punto fondamentale, perché il prezzo fa una differenza del 50% sul fatturato e in questo la tempistica è tutto”, racconta Beltrante. Per questo suggerisce di “avere sempre delle tariffe variabili, per massimizzare l’occupazione al miglior prezzo”.

5. Essere presenti sui portali
Alcuni imprenditori del settore extraalberghiero tendono a non prendere in considerazione i portali come Booking, per evitare di pagare le commissioni. Puntando tutto sul sito proprietario. “Niente di più sbagliato, precisa Beltrante. I portali permettono di intercettare i flussi di turisti che arrivano da tutto il mondo. E, inoltre, si paga solo a prenotazione avvenuta. “Non era mai accaduto prima che in due-tre mesi si potesse lanciare un’azienda a livello internazionale. In questo senso, i portali sono una vera manna dal cielo”, afferma l’imprenditore.

6. La prenotazione prima di tutto
Niente sito, dunque? Nient’affatto. Quello, in realtà, arriva dopo. Anche se, “questo è davvero un punto dolente”, racconta Beltrante. Spesso infatti, per ottenere un buon risultato ci si rivolge ad agenzie non specializzate nel turismo e soprattutto nel turismo extra alberghiero. Risultato? “Una spesa eccessiva per avere siti vetrina, bellissimi, ma sostanzialmente inutili”. Il sito invece, dovrebbe avere come prima funzione quella di permettere all’utente di accedere a un sistema di prenotazione istantaneo.

7. Parla come mangi
Questo è uno di quei punti sui quali molte strutture dovrebbero porre maggiore attenzione, secondo Beltrante. Essere persuasivo è fondamentale, ma per farlo bene bisogna catturare i clienti con uno stile congruente alla propria identità e “cercando di usare poche frasi ma utili per portarlo all’azione. Ossia la prenotazione.

8. Usa un buon channel manager
È uno strumento che serve a sincronizzare tariffe e disponibilità in tempo reale. “Così puoi andare a dormire e continuare a vendere come se davanti al pc ci fossi ancora tu e non andrai mai più in overbooking”, spiega Beltrante.

9. Chat aperta con i clienti
Qualsiasi azienda ha la necessità di creare una relazione positiva con i propri clienti. Utilizzando la chat si può coccolare il cliente, facendolo sentire importante e dandogli sempre tutte le informazioni di cui ha bisogno. “Non può esserci errore più grande però, di non curare la chat giornalmente o lasciarla abbandonata per troppo tempo”, spiega Beltrante. “Se i clienti scrivono e non ricevono risposta, si genererà l’effetto opposto”, aggiunge. Meglio sarebbe, a questo punto, non prenderla proprio in considerazione.

10. Lead magnet e funnel di vendita
Ci sono poi degli strumenti di marketing, come lead magnet e funnel di vendita, utili a instaurare una relazione positiva con il cliente. “Funzionano ma è un lavoro che deve essere fatto davvero bene”, spiega Beltrante. Si può incentivare un cliente, offrendo gratis un contenuto in cambio di una mail. Un servizio automatizzato che aiuterà l’ospite a personalizzare la propria vacanza (trovando, ad esempio, i dieci ristoranti migliori della zona in cui intendeva soggiornare) e l’imprenditore di ottenere una valutazione positiva e una (più probabile) prenotazione.

“Fino a qualche anno fa il settore extra-alberghiero era visto come un settore improvvisato. Ora, a distanza di neanche dieci anni, ha superato per numero di camere quello alberghiero”, chiosa Beltrante. L’imprenditore, che con la sua azienda ha raggiunto i tre milioni di fatturato, cita “altri casi virtuosi nel nostro paese come, ad esempio, Stanza Semplice di Francesco Zeni che affitta case per studenti o la padovana My Place. Beltrante, che ha appena dato alle stampe il libro Vivere di turismo, sull’affitto di immobili, riconosce il potere della tecnologia in questa trasformazione: “La gente non ha più paura di andare anche in posti più isolati, magari senza aver prenotato in anticipo”. Anzi, i clienti si sono innamorati di questo tipo di ospitalità, genuina, personalizzata e di qualità: “Con lo smartphone è cambiato tutto”.


Fonte: WIRED.it
 
 
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