Le 20 città più “bike-friendly” del mondo: in testa c'è Copenhagen

Tra auto a guida autonoma e in grado di spiccare il volo in mezzo al traffico, progetti per tunnel in cui trasportare futuristiche navicelle e treni a velocità supersonica, nell’epoca moderna c’è un mezzo di trasporto che sembra andare controtendenza dal punto di vista tecnologico, diventando al tempo spesso uno dei preferiti da chi si sposta, soprattutto in città: la bicicletta

Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito a un graduale ma inarrestabile ritorno della bicicletta come alternativa al trasporto pubblico e privato per gli spostamenti più brevi, e le città, grandi o piccole che siano, hanno risposto rimboccandosi (o almeno, provando a farlo) le maniche e costruendo infrastrutture in grado di supportare i biker urbani. E anche se in tanti paesi molto lavoro c’è ancora da fare, ci sono alcune città che si distinguono per la qualità e la tipologia delle infrastrutture dedicate ai ciclisti e per le politiche legate alla mobilità “verde”. 

Proprio per individuare quali sono i “paradisi urbani” per gli amanti della bicicletta, ogni due anni gli esperti del Copenhagenize Bicycle Friendly Cities Index stilano la classifica delle città più bike friendly, valutandole sulla base di 14 differenti criteri - tra cui la presenza di infrastrutture come piste, parcheggi e rampe, la sicurezza percepita dai ciclisti quando si spostano in città e la diffusione di servizi come il car sharing e il cargo-bike - per eleggere le 20 migliori in cui utilizzare la bicicletta. 

Il quadro che è emerso dallo studio mette in luce due fattori principali: su 136 città analizzate (erano 80 nel 2011), 18 sono europee, e ai primi tre posti svettano, senza grandi sorprese, Scandinavia e Paesi Bassi. Nessuna città è italiana, e alcune che nel 2015 erano sparite dalla classifica sono tornate - nello specifico Monaco, Helsinki e Tokyo - segno che le amministrazioni sono sempre più decise a trasformare la bici in un valido mezzo di trasporto alternativo alle quattro ruote, nel peggiore dei casi, e in un vero e proprio stile di vita in quello migliore. 

Che è poi quello che accade a Copenaghen, che si conferma la migliore città per ciclisti: la capitale danese continua a svilupparsi attorno alla bicicletta, investendo 150 milioni di dollari in infrastrutture ad hoc, dai ponti alle rampe, negli ultimi 10 anni. Dal 2015 a oggi, in particolare, la città ha completato la costruzione dell’atteso Havneringen, l’Harbour Ring che consente ai cittadini di pedalare dentro e intorno al porto in tutta sicurezza, e attualmente il 62% della popolazione usa la bicicletta per andare al lavoro. 

Al secondo posto e al terzo posto, in un testa a testa che le ha viste invertirsi negli ultimi due anni, ci sono Utrecht e Amsterdam: le due città olandesi continuano a “sfidarsi” a colpi di nuove infrastrutture e politiche di sviluppo dedicate, e la prima ha staccato la seconda grazie ai quasi 6 km di strada riservata ai ciclisti, la più lunga del paese, e alla costruzione di sempre più parcheggi per le due ruote. A penalizzare Amsterdam, invece, è stata la crescita del numero di scooter circolanti in città, dagli 8.000 del 2007 ai 35.000 del 2016. 

Scendendo in classifica, al quarto posto resta Strasburgo, prima città francese a raggiungere la quota del 16% degli spostamenti in bicicletta, seguita daMalm ö, in Svezia, con la crescita dei cosiddetti “Bicyle Hotel” che incoraggiano la visita della città in bicicletta, e da Bordeaux, che ha recentemente approvato un “Plan Vélo Métropolitan” per toccare il 15% degli spostamenti urbani su due ruote entro il 2020. 

Settimo posto (in risalita di 2 posizioni rispetto al 2015) per Antwerp, in Belgio, ottavo per Lubiana, in Slovenia, e nono per Tokyo, in Giappone, un ritorno inaspettato dopo l’uscita dalla classifica nel 2015. Chiude la top ten Berlino, dove gli attivisti si sono battuti per promuovere un referendum dedicato proprio alla bici per metterla ai primi posti nell’agenza dell’amministrazione. 

Il resto della classifica non riserva grandi sorprese rispetto al 2015: Barcellona, Vienna e Parigi lottano per conquistare un posto tra le prime 10 promuovendo servizi come il bike sharing e il bike cargo, seguite da Siviglia, Monaco e Nantes. Amburgo fatica a rimanere tra le 20 città mantenendo “lo status quo”, come sottolineano gli esperti danesi, mentre Helsinki si è data da fare lanciando il suo servizio di bike sharing nel 2016 ed è tornata in classifica.  

Oslo, al 19esimo posto, è stata premiata come la “(ri)emergente più promettente”, complice l’annuncio che il centro città sarà completamente vietato alle auto entro il 2019 e la creazione di nuovi parcheggi per bici, che sono andati a sostituire quelli riservati alle macchine. Chiude la classifica l’unica città non europea: Montreal, in Canada, continua a mettere le due ruote tra le priorità dell’amministrazione, anche se le larghe e congestionate strade non aiutano a far sentire i ciclisti al sicuro. 


 
 
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