Tecnologia digitale, collaborazione e condivisione, un passo verso le smart community

Innovazione digitale e piattaforme collaborative sono opportunità per realizzare una nuova e moderna forma di cooperativismo basato sulle comunità intelligenti (smart communities). È questa la tesi del libro “H2H – Human Revolution ”, scritto da Gianni Lodi, ingegnere, manager e co-fondatore di EI4SMART, e Gianluca Cristoforetti, architetto, responsabile del progetto nazionale Mappe d’Italia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. 

PIATTAFORME TECH  

L’economia digitale è la grande trasformazione del nostro tempo e, sostengono gli autori, rappresenta un nuovo «ecosistema socio-economico generato dalla condivisione sia di risorse umane che fisiche ed intellettuali in un contesto definito dalla tecnologia digitale». 

In questo scenario, assumono un posto di primo piano le piattaforme digitali, come Airbnb, Uber, o Kickstarter. «La piattaforma, fruibile online e via cellulare, regolamenta l’interazione e la collaborazione tra le persone - spiega Lodi. E il suo effetto di cambiamento radicale è che le relazioni tra le persone si possono trasformare». 

La comunità intelligente, come un condominio, un gruppo di acquisto solidale o un comune, non solo usa una piattaforma digitale per perseguire obiettivi di collaborazione e condivisione ma può anche gestirla in modo cooperativo. Sul mercato esistono già varie soluzioni, aggiunge Lodi. Ma quello che manca è «una piattaforma disponibiledirettamente per le persone», senza che ci sia più bisogno di un intermediario come Uber. 

COLLABORARE CONVIENE  

Il nuovo ecosistema collaborativo, abilitato dalle piattaforme, mostra a chi vi partecipa un fondamentale aspetto di convenienza. 

La crisi – chiarisce Gianluca Cristoforetti – ha obbligato le persone a cercare modi alternativi per risolvere i loro problemi. E una delle strade che è stata percorsa con maggior successo «è stata quella della condivisione, che l’elemento tecnologico ha reso molto più facile e pervasiva», permettendo di toccare con mano la sua convenienza. 

La mancata adozione dell’economia collaborativa, il cui valore in Europa è pari a 572 miliardi di euro, ha un costo che è stato stimato da un rapporto del parlamento europeo : la spesa pro capite annuale che potrebbe essere sostituita con la sharing economy va dai 1.100 euro per la Bulgaria, fino ai 14.600 euro per il Lussemburgo, mentre per l’Italia si arriva a 7.200 euro. 

GLI INVISIBILI DIVENTANO VISIBILI  

«La piattaforma – secondo Lodi - consente di contabilizzare il valore generato nonché i risparmi derivanti dal comportamento collaborativo». Avendo modo di registrare e calcolare le attività in condivisione (consumo di energia, servizi di lavanderia, o badante condominiale) un condominio, ad esempio, può rendersi conto dei vantaggi (minori spese e redistribuzione degli utili) che ottiene dall’economia della condivisione. 

Ma con la piattaforma anche i comportamenti virtuosi che creano beneficio collettivo possono essere misurati e premiati. «Ciò che in generale resta invisibile, il comportamento virtuoso del singolo, - sottolinea Gianluca Cristoforetti - diviene ora visibile». 


 
 
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