Spotify tocca quota 140 milioni di utenti, ma i conti sono ancora in rosso

Spotify ha raggiunto i 140 milioni di utenti e un aumento del suo giro d’affari, ma resta comunque in rosso. I conti annuali della holding lussemburghese Spotify Technologies registrano un fatturato in rialzo del 53% a 2,9 miliardi di euro nel 2016. Una crescita che resta inferiore ai livelli del 2015 (+80%) ma superiore all’anno precedente (45%). Inoltre le perdite nette sono oltre il doppio dell’anno scorso e hanno toccato quota 509 milioni. D’altronde, dopo la sua nascita nel 2008, il servizio di musica in streaming più famoso al mondo non ha mai generato un utile netto. Ma questo non basta ad arginare il suo successo: la piattaforma a metà giugno risulta avere 140 milioni di utenti, tra cui non meno di 48 milioni di abbonati (che quindi pagano il servizio). 

Spotify, disponibile su 60 mercati, continua così la sua espansione e mette una bandierina anche in Giappone, il secondo più grande mercato musicale del mondo, nonostante il cambio di abitudini degli ascoltatori, che ha fatto scendere la vendita dei cd nella maggior parte dei Paesi e le difficoltà trovate dal modello di streaming, tra le continue lamentele di discografici e artisti, che guadagnano poco rispetto ai milioni di ascolti e spesso non concedono i loro brani per gli abbonamenti. A fine maggio l’azienda ha firmato un accordo con gli artisti americani per risolvere le dispute su compensi e diffusione dei brani, e ad aprile ha trovato un’intesa di licenza con Universal sui nuovi pezzi musicali, che potranno essere ascoltati solo dagli utenti Premium (gli abbonati) e solo dopo due settimane dagli altri. 

Spotify resta quindi il primo player del settore e doppia come numero di abbonati il primo concorrente, Apple Music (che a dicembre ha superato la soglia dei 20 milioni). Terzi i francesi di Deezer, che ha rinunciato a quotarsi in Borsa, e l’americana Tidal del rapper milionario Jay-Z, che a gennaio ha ceduto il 33% del suo servizio di streaming alla società di telefonia Usa Sprint per 200 milioni di dollari.  


 
 
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