La logica di Google: il caso della query unprofessional hairstyles

Google non è così evoluto come possiamo pensare, soprattutto per quanto riguarda i risultati restituiti con determinate query di ricerca. Oggi vogliamo analizzare un esempio che rivela una delle regole base per ottenere un buon posizionamento sul motore di ricerca. Durante una trasmissione in radio, chiamata “The force of Google”, che affrontava il tema di come il motore di ricerca sopra citato influenzi le nostre vite, Amit Singht raccontava nello specifico della query di ricerca composta da queste parole “unprofessional hairstyles for work”.

Se effettuiamo anche noi questa ricerca, possiamo capire meglio la tempesta che si è abbattuta sui social media poche settimana fa. Molti utenti si sono lamentati del fatto che con questa query di ricerca vengono restituiti risultati di immagini che ritraggono donne di colore, mentre invece cercando “professional hairstyles for work” vengono proposte immagini di donne occidentali, definendo Google del razzista.

Questo è soltanto un’esempio per fare un’importante considerazione che potrebbe aiutare a comprendere meglio la SEO e il suo funzionamento: Google è incapace di capire il contesto in cui una parola viene utilizzata, l’informazione viene estrapolata da una pagina che contiene quelle keywords inserite all’interno dello spazio di ricerca. In altre parole non può sapere le intenzioni di colui che ha digitato quella determinata query.

Con “unprofessional hairstyles for work” l’utente sta certamente cercando degli stili di acconciature veloci da realizzare alla mattina quando c’è poco tempo per iniziare la giornata.  Invece i risultati che lui restituisce corrispondono a pagine con all’interno quelle keywords, ma che assumono un significato completamente differente.

Da questo possiamo imparare che a Google non importa del significato dei testi nel quale viene inserita una keyword, ma che essa sia presente sia nei metadati che nei testi all’interno del sito. Per questo è buona regola inserire all’interno di un sito keywords contenute fisicamente all’interno dei testi delle pagine, e non che siano correlate soltanto per logica. Ha ancora molta strada da fare, anche se un algoritmo non potrà mai avere una logica umana.

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