Gli errori di ottimizzazione più comuni

Come esperti di marketing, spendiamo molto del nostro tempo a cercare di portare il nostro sito al primo posto nei risultati dei motori di ricerca. Ore e ore passate a modificare i meta tag secondo i tassi di ricerca delle campagne a pagamento, a comporre articoli da inserire sul nostro blog. Tutto questo genera del traffico, ma se non corrisponde a ciò che avevamo preventivato allora c’è qualcosa di sbagliato. Gli errori di ottimizzazione commessi potrebbero vanificare tutto il lavoro fatto. Per questo è utile consultare questa lista di controllo per valorizzare tutto il lavoro fatto fino a questo punto.

Errore numero 1: La landing page non è stata realizzata “su misura”

Non ha alcun senso spendere tempo e denaro per realizzare ottime campagne mail o di ricerca per poi indirizzare gli utenti su pagine generiche del sito web. Per realizzare delle ottime campagne dovresti fare una landing page per ogni campagna attiva, con un layout accattivante pulito e con la call to action ben in evidenza.

Soluzione: Le pagine di destinazione sono fondamentali per il successo delle campagne di ricerca a pagamento, sono il carburante che smuove il tasso di conversione. La creazione di una pagina di destinazione dedicata per ciascun prodotto o servizio offerto è un buon primo passo. Ogni pagina dovrà poi essere analizzata con i tool online a disposizione per accertarsi che sia ottimizzata su tutti i dispositivi sul mercato.

A volte può non essere necessario creare una nuova pagina, ma ottimizzare una pagina già esistente, mettendo ben in evidenza le informazioni che un utente sta cercando.

Errore numero 2: Non utilizziamo i tool di test disponibili per lo split test in modo corretto

Uno dei migliori modi per scoprire cosa il pubblico vuole è fare degli split test. Lo split test è una pratica per identificare tra le varie versione di landing page creata quale è quella che porterà più traffico. Potrebbe sembrare semplice, ma in realtà fatto male, potrebbe danneggiare la campagna.

Soluzione: Gli errori più comuni commessi sono:

  • Prolungare i test per troppo tempo
  • Mostrare differenti versioni della pagina a Google ma non agli utenti
  • Lasciare che le pagine utilizzate come test vengano indicizzate

Durante gli split test assicurarsi di verificare gli elementi di maggiore importanza legati alla call to action della campagna. Assegnare una data di inizio e di fine dei test, e ottimizzare le pagine in ambito SEO per evitare di danneggiare il nostro sito web.

Errore numero 3: Ignorare la frequenza di rimbalzo

Molte aziende commettono l’errore di concentrarsi troppo sul traffico del sito web e ignorano altri parametri importanti. Una tale metrica è la “Frequenza di rimbalzo” (la percentuale di utenti che abbandona la pagina senza compiere azioni sul sito web). Se la frequenza di rimbalzo è alta, un’impennata di visite ha poca importanza.

Soluzione: Una frequenza di rimbalzo elevata indica i visitatori non trovano quello che cercano e lasciano la navigazione, presumibilmente per andare a un sito concorrente. A seconda del settore, ciò che è considerato un tasso buono di rimbalzo varierà quindi non c'è alcun benchmark o tariffa standard. L'unico vero modo in cui è possibile decifrare se la frequenza di rimbalzo sta ostacolando il lavoro, è quello di tenere d’occhio i risultati, e produrre report in modo da poter vedere alti e bassi e guardare dove il sito web ha bisogno di essere modificato.

Errore numero 4: troppa attenzione al marketing offline

A volte si investe molto più tempo e danaro nel marketing tradizionale quello off-line. Dobbiamo ricordarci che al giorno d’oggi funziona molto di più un banner su Facebook che un cartellone installato in centro città. La comunicazione offline è anch’essa importante ma non a spese di quella online.

Errore numero 5: poco presenti sul mobile

Con gli ultimi aggiornamenti del suo Algoritimo, Google ha messo l’ottimizzazione dei siti su dispositivi mobili tra i fattori di maggiore importanza per il ranking. Se un sito non è ottimizzato per mobile potrebbe perdere molta visibilità.

Soluzione: Dare priorità allo sviluppo all’ottimizzazione su mobile di un sito web. Un sito per cellulari mal progettato e mal funzionante non è solo frustrante per l'utente, è un errore costoso.

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